Unicredit capolista tra le aziende più sostenibili d’Italia

Stando alla classifica 2022 di Corporate Knights, su una rosa di 751 aziende, Unicredit si classifica come prima azienda in Italia e seconda banca a livello globale per livelli di sostenibilità.
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Stando alla classifica 2022 di Corporate Knights, su una rosa di 751 aziende, Unicredit si classifica come prima azienda in Italia e seconda banca a livello globale per livelli di sostenibilità.

Per la prima volta, Unicredit viene inclusa nella classifica 2022 di Corporate Knights delle 100 aziende più sostenibili al mondo sulla base delle principali metriche ambientali, sociali e di governance, (ESG). Grazie a tale traguardo, il Gruppo si posiziona al 59esimo posto nel Global 100 index.

Orcel: “Risultati che testimoniano il nostro costante impegno sul fronte ESG

Per la prima volta tra le 100 più sostenibili al mondo

La classifica si basa su una valutazione rigorosa di 6.914 aziende con ricavi superiori a 1 miliardo di dollari allo scopo di mettere in evidenza i progressi sul fronte delle priorità e dei risultati in ambito ambientale e sociale e l’ampiezza del divario tra i leader della sostenibilità e le aziende loro pari a livello globale. «Siamo orgogliosi di questi risultati che testimoniano il nostro costante impegno sul fronte Esg – ha commentato il ceo Andrea Orcel -. Il nostro obiettivo è far sì che le nostre azioni siano in linea con i nostri principi, non solo essendo di esempio nel modo in cui gestiamo il nostro business, ma anche supportando i nostri clienti e le comunità in cui siamo presenti attraverso le varie fasi della loro transizione».

Azioni ambientali e impatto sociale

La sostenibilità è una leva fondamentale di UniCredit Unlocked, la nuova strategia aziendale che la banca ha presentato a dicembre 2021, ponendosi tanti ambiziosi obiettivi per il 2022-2024. Tra questi, un target di 150 miliardi di euro in nuovi volumi totali Esg tra prestiti ambientali, prodotti di investimento Esg, obbligazioni sostenibili e prestiti sociali. Ma anche un investimento da 100 milioni di euro per garantire parità di retribuzione, di lavoro e si impegna a raggiungere l’obiettivo zero (net-zero) per le proprie emissioni entro il 2030 e per le emissioni finanziate entro il 2050. «Dobbiamo trovare un giusto equilibrio tra azioni ambientali incisive e l’impatto sociale che esse possono avere, seguendo un percorso che consenta di realizzare, nel minor tempo possibile, la società sostenibile che stiamo cercando di costruire per tutti».

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